Biografia
Anno 1997: la storia ha inizio in
un caldo – umido pomeriggio d’agosto. Meg white è appena smontata da
lavoro, cameriera in un bar del quartiere nord di Detroit, Royal Oak. Torna a
casa, un edificio a tre piani in Mexicantown, quartiere ispanico a sud – ovest
di Detroit in cui abita con otto fratelli e i genitori – e trova il fratello
Jack più giovane di lei di un anno – che si sta esercitando a suonare la
chitarra. Invece di tornarsene al piano di sotto, questa volta Meg decide di
restare e si unisce a lui cominciando a battere il tempo su seggiole e tavoli in
modo infantile e ridicolo. L’episodio probabilmente non è mai accaduto, ma
l’immagine è comunque bella. Sembra quasi di vederli nei loro costumi da
hillybilles: due bambini che giocano a fare le rockstar, destinati nel volgere
di cinque anni a diventare due rockstar che giocano a fare i bambini. La stessa
scelta del nome ha a che fare con l’infanzia: “White Stripes” è una
caramella alla menta bianca e rossa che tutti i bambini americani conoscono.
Ricorda Jack “Entrammo in un negozio e io vidi questo pacchetto di caramelle
alla menta e pensai: questo dovrebbe essere dipinto sul rullante di Meg perché
lei suona la batteria come un bambino.” Di sicuro c’è che
da bambini i due “fratelli” White non avevano molto amici ed entrambi
erano alquanto timidi e riservati...
Poco conosciuti in Italia,
"The White Stripes" sono definiti da molti una delle più
importanti rock'n'roll band emergenti. Il gruppo formato dal duo Jack (chitarra
e voce) e Meg (batteria), fratello e sorella, ma si vocifera ex marito e moglie,
prendono il nome da una famosa marca di caramelle alla menta. Jack, vero nome
John Antony Gillis, nasce a Detroit, Michigan, il 9 luglio 1975, decimo figlio
in famiglia e settimo figlio maschio. Nel 1997 con Megan (nata sempre a Detroit)
forma la band: sono abbastanza privilegiati da vivere a Detroit per band come
gli "Stooges" o gli "MC5", il loro sound è un rock'n'roll
semplice e guitar-based. Nello stesso anno cominciano a suonare in un locale
chiamato "The Golden Dollar" o aprendo concerti per band locali come i
"Rocket 455", gli "Hentchmen" e i "Dirtbombs".
Mentre era nei "white Sripes", Jack suonava in altri gruppi come
"The Goober and Peats", i "2 Star Tabernacle" e nella band
rock/garage dei "The Go".
I loro singoli di debutto sono "Let's shake hands" e "Lafayette
blues" sull'etichetta Italy Records mentre nel 1998 firmano con la label di
Long Beach, la Sympathy For the Record Industry, debuttando con il singolo
"The big 3 killed my baby".
Durante il gennaio 1999 i White Stripes registrano il loro primo CD, pubblicato
con il titolo omonimo "The White Stripes" l'8 giugno dello stesso
anno. Ma fu l'album "De Stijl" del 2000 che li rende popolari.
Pubblicato il 20 giugno "De Stijl" prende il nome da una corrente
artistica astratta olandese basata sui colori semplici che esprime perfettamente
la peculiarità della band, dato che Meg e Jack vestono rigorosamente di rosso e
bianco proprio come le caramelle da cui prendono il nome. I CD vengono
registrati nel "Third Man Studio", nel soggiorno della casa di Jack.
Il loro terzo lavoro in studio, "White Blood Cells", registrato a
Memphis e pubblicato nel settembre 2001, li rappresenta al meglio. La band
mantiene il senso di semplicità e limita gli strumenti a chitarra, voce, piano
e batteria.
Agli MTV Video Music Awards 2002, grazie al clip di "Fell in love with a
girl" diretto da Michel Godry, vincono tre statuette per "Breakthrough
Video Award", "Best Special Effects In a Video" e "Best
Editing In a Video". Il successo per "White Blood Cells" anche in
Europa, ma soprattutto in Inghilterra, è enorme.
Diventano i preferiti del magazine inglese NME, che non perde occasioni di
sbatterli in prima pagina per storie molto poco musicali, visto il presunto
scandalo di un matrimonio fallito, a detta dei due inesistente e assurdo, del
quale su internet girano copie del certificato di nozze e divorzio, e l'elezione
di Jack come "Rocker più cool del 2002".
La musica torna protagonista nell' aprile 2003 con l'uscita di "Elephant -
The Death Of The Sweetheart" che sancisce la definitiva consacrazione del
duo, grazie ad un sound ricchissimo che spazia tra l'hard rock anni '70, il
blues, il folk ed il country, senza dimenticare il rock'n'roll.